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Aumento Iva: per spese primarie rincaro di 166 euro l’anno a famiglia, pari al 5,4% del reddito

Se il prossimo Governo non riuscisse a scongiurare l’aumento dell’Iva, nel corso del 2019, secondo una stima dell’Adoc, la famiglia media italiana subirà un incremento medio di imposta pari a 166 euro l’anno per le sole spese primarie e irrinunciabili.

È previsto infatti, dal prossimo anno, un aumento dell’aliquota ordinaria dal 22 al 24,2% mentre quella ridotta passerebbe dal 10 all’11,5%.

“Considerando esclusivamente le spese primarie e irrinunciabili, quali le spese per l’alimentazione, per le utenze e per i trasporti, il rincaro medio annuo per una famiglia sarebbe pari a circa 166 euro l’anno, equivalente al 5,4% del reddito disponibile attuale di una famiglia – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc nazionale e Nicola Criscuoli dell’Adoc Molise – considerando i prezzi attuali. Al netto dell’inflazione e senza considerare i rincari che potrebbero registrarsi per beni e servizi secondari, quali quelli dei settori sanità, istruzione e commercio (ad esempio abbigliamento e tempo libero), che potrebbero comportare un ulteriore aggravio a carico dei consumatori. Va però considerato che un incremento dei prezzi legato ai rincari dell’Iva ridurrebbe sia il potere d’acquisto del reddito disponibile, sia il potere d’acquisto della ricchezza delle famiglie. Questo comporterebbe una significativa contrazione della domanda ed una riduzione dei consumi, a svantaggio dell’intero sistema economico. Non è detto, per questo motivo, che il rincaro da noi stimato sarà poi quello effettivo, in quanto riducendosi i consumi si acquisterebbero meno prodotti che oggi sono messi nel carrello dagli italiani. Con possibili e ulteriori conseguenze negative anche sul fronte del lavoro e dell’occupazione, in particolare per liberi professionisti e commercianti. Inoltre si inasprirebbe ulteriormente il clima di sfiducia da parte degli italiani e far emergere aspettative negative sul futuro, che potrebbe comportare ulteriori effetti di contrazione dei consumi. Ci auguriamo, pertanto, che venga sterilizzato ogni possibile aumento dell’Iva. Al contrario, il rischio di una nuovo recessione sarebbe dietro l’angolo.”

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