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Elezioni e questione meridionale

E’ stata pubblicata qualche giorno addietro la foto dell’Italia al tempo del Regno delle due Sicilie e di lato, per raffronto, una infografica delle regioni prese dal M5S nell’ultima competizione elettorale.

Le due foto con il colore giallo indicavano il Regno Borbonico, l’una e il risultato elettorale del M5S, l’altra.

Sembrava la stessa foto risultando uguali per territorio marcato in giallo, che si spinge in ambedue sino alle Marche. Ciò a molti avrà fatto pensare ad un caso fortuito, invece è esattamente il risultato di 158 anni di abbandono del Sud, che da allora ha dovuto sopportare una politica marcatamente nordista. Questa politica ha privilegiato solo un territorio dell’Italia “unita”, sfruttando nel contempo la povertà che creava con l’immobilismo del Sud, per un’emigrazione di mano d’opera a basso prezzo, necessaria per dar vita a quelle infrastrutture che si creavano al Nord con le rimesse fiscali del Sud e che hanno viste la luce dalla Toscana in su.

In questi 158 anni di unità, sono stati creati carrozzoni (Regioni, Enti, Autorità varie) e privilegi (dirigenti, dirigenti superiori, dirigenti generali) per tutte quelle categorie che avrebbero potuto infastidire l’opera di affossamento del SUD che si protrae da oltre un secolo e mezzo!!!

Ebbene non c’è da meravigliarsi che non potendo più sopportare i potenti signorotti della politica nostrana, che a fronte di parvenza di ulteriori migliorie per tutti, si sono accontentati di migliorare solo il proprio orticello con stipendi d’oro, vitalizi estesi anche alle proprie vedove, pargoletti che studiano all’estero per coprire la classe dirigente del futuro, è venuto fuori , in questo stesso territorio dimenticato, un movimento che in una domenica come tante, ha sconvolto l’Italia e chiede giustizia per tutte le malefatte arrecate a quella gente che ancora oggi, purtroppo, deve fare le valige per quel nord che, solo, assicura la sopravvivenza.

Con urgenza occorre dare a questi giovani proponenti una politica nuova, i mezzi (voti) necessari per una veloce infrastrutturazione del Meridione che faccia partire, una volta per tutte l’italia anche in quel Sud, centro del Mediterraneo e della cultura mondiale.

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