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DONNE “COMUNI”.

Ciao, sono Lisa. Ho trent’anni.

Sono una studentessa full-time, una lavoratrice full-time, una fidanzata full-time.

Ho due splendidi cani, full-time.

Vivo in tuta. Al mattino mi alzo, guardo cosa ho nell’armadio e penso a quanto sarà lunga la mia giornata.

E scelgo di mettere una tuta.

Lo zaino della palestra sempre pronto in macchina, le buste per fare la spesa sempre nella borsa.

Sto cercando il mio posto nel mondo, quello per cui credo di essere nata. (Semmai esista!)

E qualora non lo trovassi, sarà il mondo il mio posto! (Starò sicuramente più comoda!)

Sono Lisa. E sono una donna comune.

 

“Sono Bianca.

Di origini brasiliane, ho vissuto alcuni anni a Roma. Alcuni a Campobasso. Brevi periodi a Milano. Ora a Napoli.

Sono un grafico. Lavoro con i colori, con le forme, con la fantasia.

Sono una mamma. Da qualche giorno del mio secondo bimbo. (Della prima da poco più di un anno!)

I figli hanno cambiato i miei colori, modificato le mie forme, dato nuovo spunto alla mia fantasia.

A volte sono stanca, lo ammetto.

Ma mai abbastanza da rimpiangere qualcosa.

Loro danno un senso nuovo ad ogni giorno, loro rendono me una donna migliore.

Sono Bianca. Sono un grafico. Sono una mamma. E sono una donna comune.”

 

“Sono Sara.

E nella mia vita ho fatto più chilometri che pasti.

Da bambina volevo fare la menager in una multinazionale. Oggi, in una multinazionale ci lavoro. Non sono una menager ma questo non vuol dire nulla.

A qualche sogno ho dovuto rinunciare, per via della strada sterrata che mi si è posta davanti.

E’ stata dura, a volte. A volte meno. Soprattutto quando avevo in mano un bicchiere di Pecorino e i piedi intrecciati con quelli di un’amica.

Ho fatto da madre, anche senza avere figli. Da sorella, pur non di mia sorella.

Ho fatto le valigie, quando tutti mi dicevano di non partire.

Ci ho messo ciò che restava di un sogno, la promessa di un amore e un giubbetto di pelle. Semmai tirasse vento.

Ho fatto le valigie ed ho ricominciato!

Sono Sara. Sono una dipendente. Sono un’indipendente. E sono una donna comune.”

 

“Sono Milli.

Milli è il nome che mi ha dato mia figlia. Sono un avvocato.

Sono madre di figli già grandi. Per me non abbastanza.

Ancora mi preoccupo quando hanno la febbre.

Ancora, facendo la spesa, compro quello che piace a loro sebbene non vivano più in casa con me.

Sono figlia di una mamma impegnativa, che nonostante l’età e gli acciacchi, ricorda tutta la Divina Commedia.

Il mio lavoro è un gomitolo fitto, intreccio di storie umane e formalità. Anacronistico, per certi versi.

Una scuola di vita continua. Per altri.

Ascolto, consiglio, agisco. Difendo.

Ed arriva la sera che chiudo la porta. Lascio fuori la vita degli altri e dedico qualche minuto alla mia.

Solo qualche minuto perché, dopo poco, mi addormento sul divano.

Sono Milli. Sono un avvocato. Sono una madre. E sono una donna comune.”

 

Di donne fantastiche né è pieno il mondo.

Ma le donne davvero speciali sono proprio quelle che non credono di esserlo.

Quelle che si pongono mille domande, che credono sempre di poter sbagliare.

Quelle che affrontano tutto con un sorriso in più, perché anche tremila al giorno, a loro, sembrano sempre pochi.

Quelle che, se le senti parlare, si definiscono DONNE COMUNI.

Basta poco per dar loro torto. Sono donne speciali, ma non sanno di esserlo.

 

Alle mie donne.

Alle vostre.

E poi… fammi sapere.

About Lisa Toma

Lisa Toma
Scrivo. Da ancor prima di iniziare a parlare. Scrivo di tutto ciò che il mondo voglia raccontarmi. Amo il mare, l'odore di zucchero filato, la musica italiana, le sei del mattino e le parole. Quelle belle. Credo che il mondo sia dei curiosi, dei matti e di chi sa ascoltare.

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