Home / Temi / Cultura / Al Teatro Savoia ben 3 classici in un solo giorno: Eneide, Odissea e Iliade
Pubblicità-NotizieMolise

Al Teatro Savoia ben 3 classici in un solo giorno: Eneide, Odissea e Iliade

La Fondazione Molise Cultura inaugura una nuova esperienza al Teatro Savoia destinata agli studenti e non: la lettura e l’interpretazione dei classici!

Si inizia mercoledì 7 marzo alle ore 10 con l’“Eneide un racconto mediterraneo”, Maddalena Crippa interpreterà Didone nel Canto IV dell’opera di Virgilio, regina di Cartagine, nel momento in cui confessa alla sorella Anna l’amore nefasto che la lega ad Enea, portandola dalla passione alla morte, impotente di fronte alla guerra in cui è stata coinvolta e alla forza di cui è stata vittima. L’attrice da anni è fra i protagonisti di Eneide un racconto mediterraneo, poema di cui le è stato affidato il Canto IV, Didone.

La giornata prosegue alle ore 18,30 con l’“Odissea un racconto mediterraneo”, Giuseppe Cederna che sarà Odisseo all’isola dei Feaci, i Libri V-VIII; nudo e sporco di salsedine, Odisseo è in fuga e viene accolto da Nausicaa, la figlia del re Alcìnoo. Non si rivelerà subito. Solo nel momento in cui il cantore, richiesto da Alcinoo, canterà le gesta immortali di Odisseo, il nostro eroe piangendo rivelerà al re il suo vero nome. A quel punto Odisseo si fa cantore a sua volta, in un gioco di specchi con Omero il suo creatore, e proseguirà lui la narrazione delle sue avventure. Alcinoo gli concederà le navi per ritornare, non senza ulteriori affanni, a Itaca.

In serata, alle ore 21, ci sarà lo spettacolo della stagione teatrale, sul palco del Savoia David Riondino e Dario Vergassola, che interpreteranno Achille e Priamo del Canto XXIV, impegnati in “Iliade un racconto mediterraneo”, poema di cui ripercorrono le gesta di Achille e Priamo. Due eroi, vincitore e vinto, si scontrano per anni nella guerra di Troia. Il vecchio Priamo, re di Troia, si inginocchia davanti al valoroso combattente e piange i numerosi figli che ha visto morire, chiedendogli la restituzione del corpo di Ettore. Achille si commuove e onora il vecchio re. Alla furia segue la pietà, in un incontro magistrale nel quale i due protagonisti si spogliano dei loro ruoli e fanno prevalere l’umanità.

‘Un racconto mediterraneo’ è un progetto nato nel 2011 con l’intento di restituire alla dimensione orale i grandi testi fondativi della cultura occidentale, prodotto dal Teatro Pubblico Ligure. Ospitato nei maggiori festival italiani e nelle stagioni teatrali di tutta Italia, affronterà la parola antica dagli interpreti che, volutamente sono molto diversi tra loro, offrendo così punti di vista sempre originali.

  • SCHEDE:

ENEIDE UN RACCONTO MEDITERRANEO

LIBRO IV – Didone

MADDALENA CRIPPA

Un canto di raffinata poesia che ha dato vita ad innumerevoli e, in molti casi, straordinarie  riscritture, basti pensare alla struggente “Didone abbandonata” di Metastasio.  Didone, regina di Cartagine, si rivolge alla sorella Anna, ammettendo i sentimenti per Enea, che ha riacceso l’antica fiamma d’amore, il solo per cui violerebbe la promessa di fedeltà eterna fatta sulla tomba del marito Sicheo. Anna riesce a persuaderla: la sorella è infatti sola e ancora giovane, non ha prole ed ha troppi nemici intorno. Didone allora immola una giovenca al tempio e riconduce Enea nelle mura. È notte. Giunone allora propone a Venere di combinare tra i due giovani il matrimonio. Venere, che intuisce il disegno di sviare Enea dall’Italia, accetta, pur facendo presente a Giunone la probabile avversità del Fato. L’indomani stesso, Didone ed Enea partono a caccia ma una tempesta li travolge: si rifugiano così in una spelonca, consacrando il rito imeneo. La Fama, mostro alato, avverte del connubio Iarba, pretendente respinto di Didone e re dei Getuli, che invoca Giove. Il padre degli dei invia il suo messaggero Mercurio a ricordare a Enea la fama e la gloria che attendono la sua discendenza. Enea allora chiama i suoi compagni, arma la flotta e si appresta a partire. Ma Didone, già informata dalla Fama, corre infuriata da Enea, biasimandolo di aver cercato di ingannarla e ricordandogli del loro amore e della benevolenza con cui l’aveva accolto, rinfacciandogli poi di non avere neppure coronato il loro sentimento con un figlio. Enea, pur riconoscendole i meriti, spiega che non può rimanere, perché è obbligato e continuamente sollecitato dagli dei e dall’ombra del defunto padre Anchise a cercare l’Italia. Ritornato alla flotta, rimane impassibile alla rinnovata richiesta di trattenersi e alle maledizioni di Didone, che è  perseguitata dal dolore con continue visioni maligne. Così, nella notte, mentre la regina escogita il modo e il momento del suicidio per porre fine a tanti affanni, Enea, avvertito in sonno, fugge immediatamente da quella terra. All’aurora, con la vista del porto vuoto, Didone invoca gli dei contro Enea, maledicendolo e augurandogli sventure, persecuzioni e guerra eterna tra i loro popoli. Giunta sulla pira funeraria, si trafigge con la spada di Enea, mentre le ancelle e la sorella invocano disperate il suo nome. Giunone poi invia Iride a sciogliere la regina dal suo corpo e a recidere il capello biondo della sua vita. Voltandosi indietro dal ponte della sua nave, Enea vede il fumo della pira di Didone e ne comprende chiaramente il significato: tuttavia il richiamo del destino è più forte e la flotta troiana fa vela verso l’Italia.

ODISSEA UN RACCONTO MEDITERRANEO

LIBRI V-VIII – Odisseo all’isola dei Feaci

GIUSEPPE CEDERNA

Odisseo è approdato con l’aiuto degli Dèi all’isola dei Feaci. Vi arriva nudo e sporco di salsedine. Lo accoglierà Nausicaa, la figlia del re Alcìnoo, e lo porterà alla reggia.  Odisseo non si rivelerà subito. Solo nel momento in cui il cantore, richiesto da Alcinoo, canterà le gesta immortali di Odisseo, il nostro eroe piangendo rivelerà al re il suo vero nome. A quel punto Odisseo si fa cantore a sua volta, in un gioco di specchi con Omero il suo creatore e proseguirà lui la narrazione delle sue avventure.
Alcinoo gli concederà le navi per ritornare, non senza ulteriori affanni, a Itaca. Giuseppe Cederna, con passione, interpreta, commenta e crea ponti di parole tra un brano ed un altro; sottolineando sfumature e passaggi che ad una lettura solitaria potrebbero sfuggire. Cederna sa commuoverci, sorprenderci ed affascinarci, con la forza e la leggerezza di uno scalatore in parete verso la vetta della letteratura occidentale.

ILIADE UN RACCONTO MEDITERRANEO

ACHILLE E PRIAMO (libro XXIV)

DARIO VERGASSOLA e DAVID RIONDINO

Troia assediata per dieci anni. Troia come Srebrenica. Troia come Aleppo. Prigionieri troiani sgozzati da Achille sulla tomba di Patroclo. Astianatte, il figlio di Ettore e Andromaca, gettato da Pirro giù dalle mura di Troia su consiglio di Odisseo. Cassandra stuprata. Il vecchio re Priamo ucciso sotto l’altare dopo aver visto trucidato uno dei suoi figli. Iliade è il poema della forza. Iliade è il poema della guerra. Di tutte le guerre, non diverse oggi dai tempi di Omero. Il vecchio padre di Ettore, Priamo, va supplice alla tenda di Achille per chiedere la restituzione del cadavere  del figlio. E’ un momento struggente, fatto di dolore e di reciproco rispetto tra vincitore e vinto. Vergassola e Riondino, sanno fronteggiare i versi ed il poema in un gioco di ruoli che bilancia serietà ed ironia.

rubriche

About Redazione

Redazione
redazione@notiziemolise.it

Potrebbe interessarti anche:

Il successo di “Flavour of Italy Group” raccontato da Unomattina

L’eco del successo del Guppo Flavour of Italy a Dublino è arrivata anche in Italia. Ieri …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: