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Impiantistica sportiva, monta la protesta del tifo rossoblù per il mancato finanziamento del Nuovo Romagnoli

Il malumore era nell’aria già da qualche giorno, subito dopo la conferenza stampa indetta dalla Regione Molise per la presentazione dei progetti finanziabili nel bando sull’impiantistica sportiva. Più di 21 milioni di euro, 15 messi a disposizione dal Patto per il Molise, i rimanenti da un cofinanziamento delle amministrazioni comunali interessate.

Ma nei fondi, assegnati a 70 Comuni molisani, 40 in provincia di Campobasso e 30 in quella di Isernia, manca forse l’unico impianto sportivo conosciuto in tutta la regione e al di fuori della stessa: lo stadio Nuovo Romagnoli.

Uno stadio in condizioni fatiscenti, ridotto all’osso, con servizi inesistenti, settori inagibili e grate al centro della Curva, nel cuore del tifo. Insomma un ammasso grigio di cemento che andrebbe riqualificato del tutto.

A quanto pare però, esso non risulta tra le priorità dell’Amministrazione di Campobasso, la quale non ha presentato un progetto nell’ambito del bando succitato, ma, si legge nella delibera, avrebbe puntato sulla costruzione di un nuovo complesso sportivo multifunzionale (Rugby, calcio, attività didattiche), del valore di circa 800 mila euro (600 dalla Regione e 200 in cofinanziamento dal Comune).

Priorità che evidentemente non sono piaciute al tifo rossoblù, il quale nella mattina odierna ha ben pensato di manifestare il proprio malcontento affiggendo uno striscione dinanzi Palazzo San Giorgio, proprio sotto la stanza del Sindaco Battista, che recita: “Questo stadio merita rispetto. Non costringeteci a…” firmato dal gruppo portante, CNCB.

Striscione che dopo qualche minuto è stato rimosso di fretta e furia evidentemente da qualche sostenitore dell’Amministrazione in questione. Ma il Gruppo Ultras ha anche diffuso un comunicato, nel quale si chiede la consapevolezza di anni e anni di promesse non mantenute e si accusano gli inquilini di Palazzo San Giorgio di menefreghismo e mancanza di rispetto verso l’intera Città.

Il comunicato termina con un ultimatum: “Pretendiamo ora e senza più mezzi termini una ‘degna’ casa per la squadra di questa Città, e soprattutto ne vale la vostra credibilità… il tempo delle promesse è finito!”.

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