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POLITICA, MATRIMONI, ECONOMIA E TRADIMENTI

Qualche giorno fa, sentivo in radio la notizia di un presunto scoop degli incalliti paparazzi americani riguardante una scappatella extraconiugale del loro discutibile presidente.

Donald avrebbe tradito la super sexy Melania nei primi anni del loro matrimonio, con un’altra ex playmate, pagata una roba come 130.000.000 di dollari per il suo postumo silenzio.

La notizia non mi ha affatto scandalizzata, ma, come sempre accade, ha aperto nella mia mente una serie di riflessioni dalla diversa collocabilità per campi d’appartenenza.

Politica, economia, matrimoni di facciata e tradimenti redditizi come un’eredità del famoso zio d’America.

(Se poi lo zio fosse Donald, ancora meglio!)

Non amo parlare di politica.

(Ma detesto anche prescinderne del tutto, essendo una delle poche persone che ancora crede fermamente che in essa si nasconda il progresso di un paese!)

Non mi cimento nel discutere di economia. Credo che necessiti di competenze tecniche troppo specifiche, per essere oggetto di un discorso proficuo e non di chiacchiere da bar. Ma al contempo, credo sia la base essenziale della vita quotidiana di qualunque essere umano.

(Il rapporto tra entrate e uscite è l’unica applicazione pratica di matematica economica che interessa realmente tutti noi!)

Matrimoni e vita coniugale rappresentano il vero dilemma dell’uomo moderno. Ma incentrare un dialogo con voi su questo argomento, porterebbe inevitabilmente a mezze verità ed intere ipocrisie.

(Nessuno racconta mai del tutto le problematiche vissute in coppia, preferendo nascondersi dietro il più semplice “Ad un mio amico è successo…” ed ovviamente, esprimere soltanto la propria versione dei fatti!)

Il tradimento: questo CONOSCIUTO.

Il trattato che potrebbe venir fuori da questo spunto, farebbe invidia al codice Giustinianeo per complessità e dimensioni.

E allora cosa?

Come voglio collegare questa notizia/gossip/scoop/pettegolezzo da salone di bellezza, alla mia rubrica?

Attraverso ognuno di questi punti di vista, essendomi apparsi inevitabilmente strettamente collegati tra loro sotto un unico titolo:

LE DEBOLEZZE DELL’ESSERE UMANO.

Proprio quello che sembra conferirgli forza e potere, è la causa del suo declino. Della sua Povertà.

Ora, non posso certo pretendere che un uomo super potente come Trump, sfugga ai vizi e alle cadute nel peccato. Ma, generalizzando, la costatazione porta a chiedermi come possa un uomo fatto di carne ed ossa (e vizi e virtù) dedicarsi totalmente agli interessi di una comunità (che sia l’America o la pro loco di Pescopennataro) se debba invece trovare il modo per venir fuori dai propri misfatti, lindo come un asciugamano messo in ammollo con Omino Bianco.

E poi… come possa pensare di accrescere l’economia della stessa comunità (attraverso l’accaparramento di nuovi giacimenti di petrolio oppure il business dell’esportazione del caciocavallo di Agnone) se distratto dal bisogno di approvvigionamento di liquidità, per remunerare il silenzio di testimoni o di altre parti delle proprie furbate.

Come può, un pinco pallino qualsiasi, gestire la vita sociale della “sua” comunità, se non è in grado di far fronte agli inconvenienti naturali e fisiologici del proprio “sacro vincolo”?

(E con questo non pretendo la famiglia del Mulino Bianco, né la sposa vergine in abito bianco… ma le separazioni fisiche, mentali e coniugali sono eventi gestibili con civiltà e rispetto, a prescindere dalla posizione o dal rango di appartenenza!)

Insomma, il presunto tradimento di Trump (oltretutto non confermato dai media e occultato da Google), mi ha fatto riflettere sulle caratteristiche e sulle capacità che vorrei incontrare nei miei rappresentanti.

In quelli che devo eleggere ad avere un potere gestionale che interferisca con la mia vita. Dall’amministratore del condominio, al senatore o deputato. Passando per il rappresentante di classe nella scuola elementare di mio fratello, fino al mio commercialista.

E non è questione di politica, nel suo senso più formale. E’ questione di fiducia.

A quale degli uomini naturalmente inclini al profitto personale, in ogni sua forma, io riuscirei ad affidare un ambito della mia socialità?

I criteri di selezione sono infiniti e soggettivi, ma credo che una buona base di partenza sia la presenza di una personalità solida e bilanciata. Confermata da quella che può definirsi una vita NORMALE.

Non un cavaliere senza macchia e senza paura, ma neanche un improvvisato fabbricatore di armadi per nasconderci un po’ troppi scheletri accumulati.

Credo nella virtù che sta nel mezzo (quella famosa che io non ho ancora incontrato!), nel sacrificio e nella famiglia come prima forma di condivisione. Credo nel risparmio e nello sfizio da concedersi dopo un risultato raggiunto. Credo nella dialettica, qualità innata e per pochi, avvalorata dai contenuti.

Credo nelle promesse mantenute. Perché quelle che non si possono mantenere, non si devono proprio fare.

Credo nello Stato, nelle Istituzioni e nell’inventiva di chi, in questo Stato, Regione o Paese, ci vuole restare e vivere dignitosamente.

Credo nell’essere umano. Nell’età che gli permette di maturare e di gestire le proprie debolezze.

Questo è ciò che chiedo a chiunque sia parte della mia vita. In ogni ruolo, con ogni ingerenza.

Questo è quello che ho imparato da mio padre.

E se non lo troverò, cercando affondo nei miei “candidati”, il mio voto alle prossime elezioni sarà per ANTONIO CANECCHIA! (Vi prego guardate il suo video su YouTube).

Che lo merita tutto già solo per le risate che mi ha provocato!

(Ciao Fabio! Ciao a tutti i ragazzi del Calciocavallo!)

E tu cosa cerchi?

Poi, fammi sapere!

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About Lisa Toma

Lisa Toma
Scrivo. Da ancor prima di iniziare a parlare. Scrivo di tutto ciò che il mondo voglia raccontarmi. Amo il mare, l'odore di zucchero filato, la musica italiana, le sei del mattino e le parole. Quelle belle. Credo che il mondo sia dei curiosi, dei matti e di chi sa ascoltare.

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