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Le strade molisane tra le più pericolose d’Italia

Le strade molisane tra le più pericolose d’Italia, rese ancora più insicure per quegli accorgimenti che andrebbero adottati, che costeranno pure qualcosa in termini di risorse monetarie da impegnare, ma sicuramente necessari per salvare molte vite umane in più.

incidenteLe nostre strade si collocano tra quelle che vedono più incidenti mortali, 11 morti per ogni centomila veicoli circolanti. Una media altissima se si pensa che Napoli ha una media di 4,1 incidenti mortali ogni centomila veicoli e Roma di 7 incidenti mortali su centomila.

In altre circostanze, su questa testata, si è già accennato alla primitiva rete stradale che interessa il Molise, che oltre a non crescere in modernità, non riceve nemmeno quei miglioramenti che sarebbero indispensabili per non primeggiare in quella nefasta classifica che ci vede tra i primi.

Nemmeno la costruzione di un’autostrada c’interessa, così come si era paventato qualche tempo fa, basterebbe la costruzione di una strada “extraurbana principale” con carreggiate indipendenti, con due corsie di marcia, priva di intersezioni a raso, con accessi alle proprietà laterali coordinati.
La soluzione dell’autostrada sarebbe un lusso che “non ci spetta”, la seconda invece sarebbe una semplice infrastruttura che in altre Regioni è la norma e che nella nostra diventa utopia.

Ebbene, essendo un miraggio ambedue le ipotesi, il povero molisano spera di vedere migliorate quelle strade che esistono da una vita, disegnate dagli asini (quelli veri) che sceglievano i percorsi più adatti, anche se più tortuosi. Queste strade esistenti, oggi presentano criticità che le rendono pericolose perché percorse da veicoli che raggiungono velocità impensabili al tempo della loro realizzazione e che hanno in promiscuità anche il traffico pedonale, ciclistico, laddove vi sono immissioni laterali in successione.

strade pericolose moliseSarebbe compito della Regione premere affinché lo Stato si accorga di queste anomalie, ma lo Stato ha anche un’Azienda Autonoma (ANAS) che con un proprio Compartimento Molisano avrebbe il dovere di monitorare questi problemi viari e porvi rimedio. Perché ciò non avviene? Solo nei pressi del capoluogo, nel percorrere 11 chilometri di strada abbiamo incontrato 36 accessi laterali per ambo le direzioni. Sotto Campochiaro un incrocio per un’importante zona industriale dove potrebbe essere realizzata una rotatoria per renderlo sicuro e che invece vede ogni tanto accadere incidenti.

Nelle vicinanze, sulla diramazione per la Fondovalle del Biferno, è presente da anni un distributore, oggi ingrandito per altri carburanti e per la gran mole di veicoli a metano presenti sul territorio che lo frequentano, ma che devono percorrere decine di chilometri per raggiungerlo, a fronte di poche centinaia di metri per una bretella oggi inesistente, dimenticata al momento della progettazione e realizzazione dell’arteria e che vede penalizzato anche un Comune, quello di Colle d’Anchise, che per raggiungere Campobasso deve percorrere 15 chilometri in più del dovuto, oppure effettuare una manovra vietata che accorcerebbe il percorso dei chilometri prima citati.

Altro esempio analogo lo troviamo a Campobasso dove in contrada Selvapiana, è impossibile uscire in prossimità dello stadio di calcio cittadino se non effettuando una manovra vietata e che gli automobilisti azzardano continuamente per evitare di dover percorre ulteriori sei chilometri per tornare indietro e quindi poter uscire dalla strada, oppure in alternativa, entrare in Città per raggiungere il luogo desiderato.
Pochi esempi per criticità presenti in tanti altri posti del Molise che andrebbero eliminate con celerità anche per evitare eventuali, ma possibilissimi incidenti e di credere che Del Rio si ricorda di noi solo in tempo di elezioni.

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