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L’amore ai tempi dell’Ikea: matrimoni e divorzi, il peso dell’evoluzione nelle coppie

L’estate, la stagione per eccellenza scelta per convogliare a nozze. Ma quanti decidono ancora di farlo?

Risposta positiva quella proveniente dai dati Istat degli ultimi anni che registrano, in particolare dal 2015 dopo una fase di down dal 2008 al 2014, un aumento dei matrimoni su tutto il territorio italiano; privilegiati quelli con rito civile anche se sembrano essere più duri a morire quelli siglati da rito religioso. Intercessione divina o rigida legge morale? Chi lo sa.

Il fatto è che, proporzionalmente all’aumento dei matrimoni, è aumentato anche il numero dei divorzi.

Dal 2007 al 2016, le coppie scoppiate sono molte di più. Nel nostro territorio molisano in particolare, già in contro tendenza a causa del calo dei fiori d’arancio nel 2015, si registra addirittura quasi un raddoppio delle coppie divorziate. Complice sicuramente l’introduzione della normativa sul divorzio breve (a riprova del fatto che non abbiamo tempo da perdere) ma che peso ha invece la società in tutto questo?

Quanta responsabilità hanno Zuckerberg, Steve Jobs, le scatole di cartone dell’Ikea, per citare il testo della canzone de Lo Stato Sociale, e compari sul declino della famiglia italiana modello anni 50′?

amore-ai-tempi-dell-ikeaUna ricerca inglese della Oxford University, effettuata su un campione di 24.000 coppie circa, rivela che l’uso dei Social come mezzo di comunicazione è uno dei principali motivi di incomprensione tra i partner e uno dei motivi determinanti in una causa di divorzio per l’Associazione degli avvocati matrimonialisti.

Buffo per un mezzo che, come il termine stesso dice, dovrebbe unire.

A scatenare l’ira funesta dei coniugi, nella maggior parte dei casi, sarebbero il presunto o accertato tradimento, reale o anche solo virtuale, dell’altro, la mancanza di comunicazione dovuta al persistente uso del cellulare e, non meno importante, le smanie di controllo ossessivo-compulsivo sulla vita del partner attraverso Whatsapp, Messenger e simili.

Ma come mai siamo in grado di progettare scompartimenti di ogni tipo per ottimizzare gli spazi in un armadio, di fare qualsiasi cosa si voglia fare scaricando solo una app ma non siamo in grado di tenere a bada il fenomeno Social Network che si insidia nelle nostre vite?

Forse non siamo poi così smart come crediamo di essere o forse, l’altra faccia della medaglia, guardiamo ad un modello, quello della famiglia felice del passato, che in realtà non esiste perchè si sa, non è tutto oro quello che luccica.

Siamo un mondo in continua evoluzione e per definizione vogliamo sempre altro, il nuovo, di più. Forse siamo la generazione degli eterni insoddisfatti -e chi dice che debba essere per forza una cosa brutta- o forse, più semplicemente, ‘l’amore è eterno finchè dura’!

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Marilena Felice

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